Finalità del Comitato

Il Comitato Genitori è un organo che consente la partecipazione dei genitori nella scuola ed opera al fine di rafforzare la collaborazione fra le varie componenti scolastiche e contribuire a realizzarne la funzione di promozione civile, sociale e culturale. Il Comitato Genitori non è un organo collegiale, ma un'associazione di fatto ed è riconosciuta dalla normativa vigente - art. 15, comma 2 del DL 297/94 ed art. 3, comma 3 del DPR 275/99 - ed ha facoltà di presentare proposte e/o formulare pareri senza che questi costituiscano vincolo per il dirigente scolastico ed il Consiglio d'Istituto. Il Comitato Genitori non ha fini di lucro e le cariche si intendono prestate a titolo gratuito.

SUGGERIMENTI PER L'USO DEGLI SMARTPHONE A CASA E A SCUOLA

Nella nostra epoca sta diventando sempre più difficile coesistere con la tecnologia in forma equilibrata, spesso si viene dominati da essa attraverso alcuni strumenti come i telefoni intelligenti.

Bambini e adolescenti sempre più spesso fanno utilizzo di questi strumenti e attraverso la connessione a internet hanno a disposizione TUTTO quanto essa ci propone.
Accedere a giochi, social network, siti per adulti, o semplicemente chattare con gli amici è diventato estremamente facile.

Tuttavia le domande e i problemi che questi strumenti creano non sono da poco.

Lentamente si comincia ad essere abitualmente ‘inghiottiti’ dalle distrazioni che la rete ci propone e si perde la capacità di concentrazione sul presente.

Responsabilizzare ed aiutare i nostri ragazzi a capire l’importanza di GOVERNARE la tecnologia e non venire governati da essa è molto importante.

Dopo alcune esperienze e confronti diversi, credo che in certe situazioni perdiamo il ‘telecomando’ con i nostri figli perché non abbiamo identificato che ad ogni avanzamento tecnologico è necessario un passo in più verso responsabilità ed indipendenza.

Il telefono dovrebbe essere regalato con delle chiare misure di ‘negoziazione’ e compromesso per un uso responsabile:
  • Conoscere la password è il primo suggerimento, immagino che per i ragazzi sarebbe uno SHOCK, ovviamente da genitori implica anche saper rispettare la privacy dei nostri figli, ma in caso lo riteniamo opportuno poter accedere. Questo ci permetterebbe di monitorare “l’ambiente sociale” che si crea nel telefono e anche sapere di più sul comportamento dei nostri figli.
  • Durante l’ingresso a scuola e per tutta la durata dell’orario scolastico che venga spento. La sua accensione appena suona la campanella di uscita. Applicare questa regola è parlare di DISCIPLINA, eviterebbe tante situazioni dove i ragazzi si distraggono, anche durante la lezione, con giochi, chat, social network, siti dove sono pubblicate le risposte alle verifiche, inoltre non potrebbero fare filmini, ne foto, vivrebbero con disciplina e responsabilità l’utilizzo del telefono a scuola.
    Se la regola venisse infranta con ad esempio una comunicazione da parte dei professori, potrebbe essere opportuno ‘sequestrare’ il cellulare per un determinato tempo e rimpiazzarlo con uno che sia privo di connessione internet (costano all’incirca 30 euro). E ripeto rimpiazzarlo perché la maggior parte di noi ha consegnato un telefono affinché i nostri figli possano comunicare velocemente con noi in caso di bisogno.
  • Parlare al telefono con un tono amicale e rispettoso: usare la tecnologia in forma rispettosa vuol dire non mentire, non ingannare e non diffamare un compagno od un amico, così come non farsi coinvolgere in conversazioni che possono danneggiare qualcun altro. Insegnare a non mettersi nei guai e nel contempo dare la nostra assoluta disponibilità nel caso abbiano bisogno di un nostro intervento.
  • Alla sera spegnere sempre il cellulare, per non compromettere il riposo e anche per disattivare i campi elettromagnetici che il cellulare produce quando è in stato funzionante.  
Sappiamo tutti che essere genitori è un continuo stare attenti ai nostri figli, è una GRANDE fatica far applicare le regole, molto diversa dalla fatica di scriverle, tuttavia la voglia di impegnarci deve essere alimentata dal sincero desiderio che essi crescano sani, equilibrati e contenti.


Senza dimenticare che la miglior forma di insegnamento è l’esempio.


Voi cosa ne pensate?




                                                                                                          Gabriela Morlett